IL TAR blocca il Concorso a 69 posti per dirigente

Con il post del 20/11/2014 avevamo dato notizia dell’accoglimento della sospensiva cautelare da parte del TAR Lazio con ordinanze n. 5863 e n. 5888 del 20/11/2014, in relazione all’impugnazione della procedura concorsuale per 69 posti per dirigente, pubblicata dall’Agenzia delle dogane.

Ora, il TAR del Lazio ha pubblicato le sentenze 06095 e 06097 con le quali ha disposto l’annullamento degli atti connessi alla procedura alla procedura concorsuale a partire dalla correzione degli scritti.

In sintesi, il collegio ha accolto le censure proposte dal ricorrente nella parte in cui adduceva, da un lato  la violazione dei principi di collegialità, laddove, sulla base dell’analisi dei verbali sottoscritti dalla commissione esaminatrice e prodotti in giudizio, è risultato che  la medesima ,  ha proceduto alla correzione in forma collegiale soltanto se gli elaborati, preventivamente valutati da parte di un singolo componente della Commissione, ottenevano un punteggio non inferiore a 40/100; dall’altro, la violazione del principio di imparzialità e trasparenza delle operazioni concorsuali a causa, a dire dei giudici, di evidente contraddizione tra i verbali giornalieri e quelli riepilogativi. Infatti, nei primi si affermava di  «limitare la valutazione alla lettura di uno solo degli elaborati del candidato, quando tale valutazione non avesse raggiunto il minimo di 70/100 previsto dal bando e di estenderla al secondo elaborato, quando invece la valutazione del primo avesse raggiunto o superato il minimo», mentre dai secondi  si evincerebbe che la Commissione avrebbe sempre proceduto alla valutazione di entrambi gli elaborati.

E’ stata altresì rigettata anche la richiesta di far salva, in nome dell’economicità dell’azione amministrativa, la situazione dei candidati per i quali appare pacifica che la correzione sia stata collettiva. In questo caso, i giudici hanno ritenuto che il principio di conservazione degli atti deve cedere il passo a “quello della unicità e contestualità delle operazioni della commissione esaminatrice”.

Sulla base di queste considerazioni, Il TAR Lazio ha disposto la rinnovazione integrale della fase di correzione degli elaborati di tutti i candidati che hanno partecipato alle prove scritte, a cura di una nuova Commissione esaminatrice, che avrà il compito di prevedere modalità operative tali da garantire l’anonimato delle prove scritte.

A questo punto, la palla passa all’Agenzia, la quale dovrebbe, in ossequio a quanto statuito dall’organo di giustizia amministrativa, rinominare una nuova commissione che proceda alla correzione degli elaborati scritti; soluzione non scevra da dubbi e rischi di nuovi ricorsi, a causa della problematica legata al rispetto della garanzia dell’anonimato; si consideri infatti che le prove scritte sono già state abbinate ai candidati, all’esito delle precedenti correzioni, oggetto di annullamento, nonché che l’accesso agli atti ha comportato l’uscita degli elaborati dal perimetro di controllo dell’Amministrazione. Anche se non è difficile prevedere, che con molta probabilità, la stessa sentenza sarà impugnata da almeno qualcuna delle parti interessate.

Vi daremo conto degli sviluppi !

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