Trattamento IVA riservato al corpo diplomatico

Un nostro lettore chiede:

“Sono un operatore doganale e chiedo cortesemente il vostro parere in merito alla seguente questione.

Nell’ambito di una procedura di revisione di accertamento in import, una dogana ha richiesto il pagamento dell’IVA su taluni prodotti di uso personale (con esclusione di beni soggetti ad accisa) con valore pari a 88$ destinati ad un funzionario di una ambasciata straniera in Italia. Il destinatario si rifiuta di pagare il relativo importo in quanto afferma che l’operazione è esente per effetto di quanto previsto dalla Convenzione di Vienna e dal DPR n. 633/72.

L’articolo 72 del D.P.R. 633/72, relativo alle operazioni non imponibili, al comma 1, lettera a), individua tra tali operazioni: “le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle sedi e dei rappresentanti diplomatici e consolari, compreso il personale tecnico-amministrativo, appartenenti a Stati che in via di reciprocità riconoscono analoghi benefici alle sedi e ai rappresentanti diplomatici e consolari italiani”.

Al comma 2) dello stesso articolo si legge: “Le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione per gli enti ivi indicati alle lettere a), c), d) ed e) se le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono di importo superiore ad euro 300”; viene dunque stabilita una soglia al di sotto della quale non si ha diritto all’esenzione.

Nel caso proposto dal nostro lettore, essendo il valore della merce importata d’importo inferiore a suddetta soglia, ne consegue che l’esenzione non è dovuta.

Inoltre, si coglie l’occasione di chiarire che il beneficio dell’esenzione non è automatico ma è soggetto ad una stretta procedura stabilita dal Ministero degli esteri. Tale procedura è stata chiaramente illustrata nella seguente pubblicazione rinvenibile sul sito del Ministero degli Esteri: “Manuale sul trattamento riservato al corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica Italiana”.

Classificazione palette di materie plastiche

Un nostro gentile lettore ci ha scritto:

“Buongiorno, chiedo aiuto nel trovare il codice doganale dei prodotti di seguito descritti:

Bancale o paletta o in inglese Pallet in plastica riciclata al 100%.

Io lavoro per l’azienda che li produce ma non abbiamo mai venduto all’estero. Ora un nostro cliente ci chiede i codici doganali sia dei pallet in plastica riciclata al 100% che dei bancali in legno, di cui ho trovato il codice 45.20.20, chiedo se è corretto. Per capire i pallet in plastica si rinvia al nostro sito: www.logypal.it/. Ringrazio cordialmente”.

Gentile lettore, anzitutto grazie per averci scritto. Le palette di legno vanno classificate alla voce doganale 4415 20 – ” Palette di carico, semplici, palette-casse ed altre piattaforme di carico”; quelle di plastiche vanno invece classificate alla voce doganale 3923 90 – ” Articoli per il trasporto o l’imballaggio, di materie plastiche – altri”.

Nella speranza di esserle stati di aiuto, la salutiamo cordialmente e le auguriamo buon lavoro.

Garanzia globale e importo di riferimento

Un nostro lettore ha posto il seguente quesito: “L’articolo 156 RE dispone che la persona che fornisce una garanzia deve assicurarsi che l’importo dei dazi o altro NON superi l’importo di riferimento, in tal caso deve informare l’Ufficio doganale di garanzia (cito testualmente) della insufficienza della garanzia costituita a coprire le sue operazioni.  Bene a questo punto come si procede? Il codice non fa menzione. Si richiede un ulteriore garanzia globale per lo stesso scopo depositando una nuova fideiussione? (possono essere emesse due o più globali per garantire stessi regimi?). Oppure più semplicemente, si presenta un adeguamento (innalzamento) dell’importo alla banca che ha già emesso la fideiussione e si fa una semplice istanza alla Dogana dove è già stata presentata la prima richiesta di globale?”

 

Come giustamente riportato dal nostro lettore l’art. 156 RE stabilisce che:

  1. La persona tenuta a fornire la garanzia assicura che l’importo dei dazi all’importazione o all’esportazione e degli altri oneri dovuti in relazione all’importazione o all’esportazione di merci, quando esse devono essere coperte dalla garanzia, che è dovuto o che può diventare esigibile, non superi l’importo di riferimento.
  2. Tale persona informa l’ufficio doganale di garanzia quando l’importo di riferimento non è più a un livello sufficiente a coprire le sue operazioni.

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Nuovo Codice e Provviste di Bordo

Un nostro lettore ci ha scritto ponendo il seguente quesito: “Alla luce dell’articolo 269 del nuovo codice la dichiarazione doganale per le provviste di bordo deve continuare a farsi?

Ci siamo già interessati qualche giorno fa all’argomento rispondendo a un lettore che poneva la stessa questione commentando un nostro vecchio articolo (clicca qui). Per rispondere a quest’altro nostro lettore, a causa della scarsa visibilità dei “commenti”  e  per l’interesse che altri potrebbero avere sull’argomento riportiamo di seguito quanto scritto in quell’occasione. Continua a leggere Nuovo Codice e Provviste di Bordo

Annullamento dichiarazione – Nuovo Codice

Un nostro lettore ci ha scritto: “Sono un operatore doganale e volevo chiedere delle informazioni sulla normativa da citare all’interno di una richiesta di annullamento di una bolla export . Abbiamo citato il Reg. ce 2913/92 art 78 ma secondo la dogana il regolamento non va bene e bisogna citare un nuovo regolamento“.

In passato abbiamo già scritto, anche se in un altro contesto, degli istituti relativi alla modifica di una dichiarazione doganale (clicca qui). In quella occasione, facendo riferimento al vecchio Codice Doganale Comunitario (il Reg. 2913/92 CDC– citato dal lettore), si parlava di rettifica (art. 65 CDC), annullamento (art. 66  CDC) e revisione (art. 78 CDC). Continua a leggere Annullamento dichiarazione – Nuovo Codice

L’inizio della fine del FORM-A

Il 1° gennaio 2017 è partito il nuovo sistema di certificazione dell’origine, chiamato REX (Registered Exporter System, art. 80 AE), che sarà, in un primo momento, applicato al sistema delle preferenze generalizzate (SPG). Il principio generale si basa sull’autocertificazione dell’origine, per il tramite della cosiddetta “dichiarazione d’origine”, resa da operatori economici registrati dalle autorità doganali competenti, previa istanza (da farsi conformemente all’allegato 22-6 AE), in una specifica banca dati. Una volta assolte le necessarie formalità, l’operatore economico riceve un numero unico di registrazione, diviene “operatore registrato” e può emettere dichiarazioni di origine. Il sistema REX sostituirà progressivamente sia l’attuale sistema basato su certificati d’origine emessi da Autorità pubbliche (es. FORM-A), sia la cosiddetta dichiarazione su fattura.

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